16 giugno 2010

interviste e recensioni








                                                              RECENSIONI
A volte una gamma cromatica estesa, a volte il ricorso ad un efficace monocromatismo, caratterizzano il mondo indagato da Laura Serafini: con un linguaggio figurativo che si fa vibrante nel rendere l'espressione dei volti, con una palpitante resa di luci e ombre.
Un mondo - il suo - in cui perdersi è facile, trascinati dalla suggestione degli sguardi, delle espressioni, dalla narrazione dell'amalgama di ricordi ed impressioni che ci offre.
            Franco  Busignani


Tra fascinazione sensoriale ed intimo edonismo

Le figure, soprattutto quelle femminili, sono i soggetti prediletti di Laura Serafini.
Il suo interesse descrittivo si concentra prevalentemente nella raffigurazione di ideali modelle, sinuose e sensuali, inserite in contesti ambientali scenografici e teatrali che tendono a dissolversi ed a destrutturarsi, guadagnando risalto e dignità.
Infatti, nel caso della serie "EVA", sia le protagoniste, sia lo sfondo del dipinto partecipano con soluzione di continuità alla medesima idea creativa generale. Insieme determinano un'atmosfera emotiva e sentimentale. La figura, stagliata nel suo aureo isolamento, incarna l'esperienza riflessiva, la forza del pensiero razionale, nonchè l'urgenza di un bisogno estetico appagante, innato nella natura umana; il contesto di contorno, restituito attraverso una stesura pittorica più animata e complessa, esprime, invece, l'irrefrenabilità dell'istinto e dello spirito vitalistico. Come in un gioco di specchi, perciò, nel quadro tutto tende a ricomporsi ed ad infrangersi continuamente, evocando con vigore espressivo e coloristico le intricate dinamiche del nostro animo.
In questo senso, è proprio alla partitura cromatica ed alla stratificazione materica che la Serafini affida gran parte del suo innato estro creativo, riuscendo efficacemente a coinvolgere lo spettatore, stimolandone i sensi in un potenziale clima di moderata eccitazione.
                                                                     Daniela Meli


La dolce armonia delle sue opere, rende sovrano il colore.
Forme reali che s'incrociano a sfondi ecletticamente lavorati, fanno si che quest'artista diverrà una promessa del panorama pittorico italiano, nella sua espressione figurativa.
Una grande ricerca della scenografia di base delle opere, l'inserimento sensazionale del soggetto, fa denotare una struttura giovane ma ben decisa a realizzare nuove ricerche verso orizzonti romantici, figli di quest'arte che poco si professa e pochi sanno fare con veritas, forse fuori moda, ma l'arte non è moda e i tempi ne saranno la testimonianza.
Auguro a questa giovane artista (ed ex allieva) il successo che merita e sono certo che in futuro vedremo sbocciare ancor di più la reale essenza e personalità di Laura Serafini, che ha intrapreso un cammino espressivo con molte sfaccettature ma un unico fine: sorprendere e affascinare lo spettatore, ignaro della forza di vita e concetto che scatena l'opera dell'artista,
finchè non ne è di fronte e poi....
                                                       Alessandro Marrone.




Laura Serafini, pittrice aretina, presenta uno stile figurativo palpitante nella trama equilibrata di colori e strati materici. Di solito ricca e accesa, la sua tavolozza sa distinguersi anche per un colto monocromatismo. I riflessivi personaggi vengono immessi in ambienti scenografici che tendono a destrutturarsi e ricomporsi in un gioco dinamico, evocando così le mille sfaccettature dell’animo umano, ma anche quel variegato contenitore di esperienze, ricordi e incontri che caratterizza la vita di ciascun individuo. La recente serie di opere realizzate su carta-modello, è nata per esprimere la necessità dell'uomo di aderire a un archetipo per appartenenza o, al contrario, per uscire da schemi preordinati.
                                   Marco Botti











Entro.
Lo sguardo si perde tra la folla, confuso dal brusio della chiacchiera indistinta, è un silenzio a sovrastare ogni rumore, il silenzio di uno sguardo amico.
Un quadro a me caro, sublime volto di donna stagliarsi da un etereo fondo ocra, un sorriso appena intuibile dalla piega del labbro mi fa coraggio e m'invita a proseguire.
mi faccio impacciatamente largo tra la gente, mi accosto a chi conosco, mi faccio largo tra la gente,emergo dal gorgo creatosi attorno al banchetto.
Aria.
E' una passerella in legno ad accogliermi, mi fa pensare alla banchina di un molo; io, e chi come me la sta calpestando, gli avventurosi che s'affacciano al mare...c'è chi lo guarda con fare di sfida, chi s'arrende ad esso, chi cerca di dominarlo con la sua ragione e chi come me si ferma a contemplarlo.
sei mari sono visibili da quella passerella, sei mari inesplorati, impervi, sconosciuti, insidiosi e terribilmente affascinanti.
Non basta guardarli, fraziono la superficie che li costituisce in un reticolo regolare per apprezzarne l'armonia delle proporzioni e delle porzioni ed inizio ad osservarlo.
Non basta osservarli, noto i più piccoli dettagli, scovo la trama nascosta sotto l'immagine ed una nuova narrazione emerge dalla prima sovrapponendosi ad essa.
non basta guardare e riguardare quelle linee, tratti sapientemente composti in una armonia di chiaroscuri, non basta analizzarle perchè la somma di ogni sua parte non spiega la mortale fascinazione che mi stringe il cuore.
Non tutto è risolvibile nell'equilibrio di proporzioni e colori.
Nell'opera d'arte, quella vera, l'occhio inizia col vedere, poi avvicinandosi guarda con maggior attenzione sino ad osservare i minimi dettagli, si immerge nel quadro per poi riemergerne e lasciarsi di nuovo abbracciare dal suo insieme misteriosamente sorprendente, inesplicabile nella somma delle sue parti.
E' qualcosa di più della semplice china e dell'olio che lo costituiscono, è nel trascendere la materia e l'immagine che lo sguardo dell'artista riemerge dal quadro stesso.
E' un'orma divina quella dell'artista... da vita alla materia inerme, trasmette ad un oggetto parte della sua umanità...
Pur nella mia naturale misoginia queste opere mi affascinano... e se lo fanno è perchè da esse non trasuda nè l'insipienza della ragazzina nè la sfrontatezza di chi si crede pur non essendo...
Quelle che ho visto sono opere di una donna, opere che si concedono al tuo sguardo senza sfacciatezza nè pudicizia, sono opere di una donna che diviene consapevole della sua bellezza, che si scopre amata ma che non per questo dimentica come amare.
                                         Giovanni Pichi Graziani


Laura Serafini si svela. E tutto ciò avviene con la stessa naturalezza e profondità di sempre.
Sono evidenti le intenzioni, i significati e le trasposizioni di un corpo e di una mente in movimento. In questo caso c'è anche tanto cuore. Di donna, di madre, di artista.
É in quel motus animi che svelarsi è necessario. Per continuare a generare, creare, quindi esistere.
In Percorsi di vita fluente, dice lei.
E lo sussurra con l'emozione di trovarsi di fronte allo specchio.
É un atto di coraggio dal quale affiora spontanea l'ennesima ondata di bellezza di un'artista aretina tra le più produttive e apprezzate.
Laura tiene di conto delle distorsioni che lo svelarsi prevede e affronta la vertigine del ricordo come ritratto del tempo. Ne vengono fuori bilanci e veritas. Le figure nascono attraverso l'abilità del segno e una semplicità matura e consapevole. Le visioni impresse su carte idrografiche allargano un personale punto di vista e offrono una panoramica dettagliata di riflessioni silenziose, attese e speranze.
Francesco Botti



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